La Cassazione nuovamente dice sì all’adozione gay

Un uomo con cittadinanza americana e italiana “sposa” negli Usa un altro uomo. I due poi adottano un bambino  grazie alla decisione della Family Court of the County of Suffolk (New York). Il bambino quindi diviene legittimamente figlio di entrambi.

Il partner con cittadinanza italiana però vuole che tale adozione sia riconosciuta anche qui in Italia. Per due volte i giudici campani negano il riconoscimento perché il “matrimonio” omosessuale è contrario all’ordine pubblico. Ma la Prima sezione civile della Cassazione con una sentenza depositata ieri ha ribaltato il verdetto. Che sia riconosciuta l’adozione non per il fatto che il “matrimonio” omosex sia o meno contrario all’ordine pubblico – non è materia del contendere per i giudici – bensì per il famigerato “preminente interesse” del minore. Infatti questi ha ormai 8 anni e strapparlo dalla casa della coppia omosessuale dopo così tanto tempo sarebbe traumatico, sostengono i giudici.

Questo non è un caso di stepchild adoption: non abbiamo un partner che vuole adottare il figlio, naturale o adottato, dell’altro partener. Bensì – secondo i giudici – una doppia adozione perché in questo caso non occorre riconoscere le “nozze” celebrate all’estero, ma la doppia genitorialità legittimata dal tribunale Suffolk. Perché ciò avvenga la Cassazione ha rimandato tutte le carte al competente tribunale di minorenni.

Va da sé che prima o poi il Parlamento sfornerà una leggina sulla filiazione degli uniti civilmente e così i giudici, almeno su questa materia, smetteranno di fare le teste di ariete a danno di famiglia e minori.

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-06-16/la-cassazione-matrimonio-gay-non-blocca-l-adozione-174904.shtml?uuid=AEhTK4fB

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