• LE PURGHE CONTINUANO

Amazon rimuove il libro sul transessualismo di Anderson

La multinazionale di Bezos ha deciso di censurare When Harry Became Sally: Responding to the Transgender Moment, un libro di Ryan T. Anderson, studioso passato da Princeton e con un dottorato all’Università di Notre Dame. La sua colpa è di dimostrare che la spinta al transessualismo è più politica che scientifica. Ma il pericolo per la democrazia non era Trump?

C’era una volta la libertà di pensiero. Oggi e ancor più domani, invece, chissà. Esagerazioni? Non proprio, viste le ultime di Amazon, che ha deciso di rimuovere dai propri canali di vendita un testo disponibile da anni e reo solamente di dissociarsi dalla narrazione favorevole di cui, da tempo, gode il tema del transgenderismo. Si tratta di When Harry Became Sally: Responding to the Transgender Moment, un libro di Ryan T. Anderson, studioso conservatore passato da Princeton e con un dottorato conseguito all’Università di Notre Dame, insomma non proprio uno scappato di casa.

Ebbene, da domenica l’opera di Anderson – che nel frattempo non è stato arrestato con accuse infamanti, ma resta un libero cittadino – su Amazon non c’è più. Irreperibile a tre anni esatti dalla sua uscita, che risale al 20 febbraio 2018. Il motivo? Non è stato ufficializzato. Lo stesso Anderson, da parte sua, è venuto a conoscenza della rimozione per caso, a seguito della segnalazione di un suo lettore, che non è più riuscito a trovare il testo. Ma le scorte del libro non risultavano esaurite, anzi. Tanto che su altre piattaforme il volume, edito da Encounter Books – e di cui, sia pure con accenti critici, avevano scritto New York Times e Washington Post -, risulta ancora disponibile.

Ne consegue come quella della multinazionale di Jeff Bezos sia stata una scelta deliberata e basata sui soli contenuti del testo. Il libro di Anderson – che tra l’altro a suo tempo andò forte, scalando le stesse classifiche di Amazon prima pure che fosse pubblicato – sostiene infatti, in sintesi, una cosa semplice, e cioè che la crescente accettazione sociale rispetto a tutto ciò che ruota attorno all’universo trans ed arcobaleno derivi più da ragioni ideologiche che da effettive basi scientifiche. Tesi forte, senza dubbio. Ma per nulla lontana dal vero se solo si guarda a come, proprio in questi mesi, gli specialisti stanno assumendo (vedi qui e qui) un atteggiamento di prudenza, rispetto in particolare ai minori interessati al «cambio di sesso».

Per cui ci può pure stare, ragionando con i canoni del politicamente corretto, che il libro di Anderson sia considerato «controverso», come l’ha definito Newsweek riferendo l’accaduto. Quel su cui invece appare impossibile concordare è che, di punto in bianco, Amazon si arroghi il diritto di mandare al rogo, sia pure virtuale, un testo solo perché disallineato dalla cultura dominante. Difatti delle due l’una: o When Harry Became Sally era un libro impresentabile fin dall’inizio – e allora non si capisce come mai sia stato tollerato anni – oppure una manina invisibile è intervenuta in omaggio a quell’ideologia gender che alcuni ostinati ancora osano dichiarare inesistente.

Certo, si potrebbe sempre ipotizzare che Amazon abbia di colpo imboccato la via del neopuritanesimo, tale per cui di certi argomenti, ecco, meglio non si parli e soprattutto non si legga. Però questo non è, come prova il fatto che a restare acquistabili sono non solo testi, a differenza di quello di Anderson, favorevoli al transgenderismo – ve ne sono una marea -, ma perfino ambigui sullo sconvolgente tema della pedofilia, come Pedophilia and Adult-Child Sex: A Philosophical Analysis di Stephen Kershnar. Inoltre, quest’incredibile caso di censura non è senza precedenti.

Basti pensare a quanto accaduto la scorsa estate, quando Amazon ha impedito a Regnery Publishing di acquistare pubblicità per promuovere il libro della giornalista Abigail Shrier - Irreversible Damage: The Transgender Craze Seducing Our Daughters – una pregevole indagine sulla clamorosa affermazione delle giovani adolescenti, avvenuta in questi anni e senza precedenti, come gruppo demografico dominante nella disforia di genere. Dunque non c’è nessuno scenario alternativo che tenga: si è deliberatamente rimosso il libro di Ryan T. Anderson per quel che afferma; e ciò, in un contesto democratico, è allucinante.

Posto infatti che la scelta di Amazon è opinabile persino su un mero piano di marketing – far sparire un libro vecchio di tre anni significa solo rimetterlo al centro della scena e rilanciarne le vendite (il rivenditore Barnes & Noble ha non a caso già visto il tutto esaurito)-, non c’è modo più letale per azzoppare la vita democratica che iniziare a stabilire che, idee fino a ieri legittime e pubblicate, non abbiano più diritto di cittadinanza. E pensare che, secondo alcuni, la minaccia alla democrazia americana sarebbe Donald Trump.