• Franklin Pierce University

    Niente trans nelle gare femminili

    • 30-10-2020

    La Franklin Pierce University ha deciso di abbandonare ogni politica «inclusiva»: gli atleti che si credono donne non potranno gareggiare in competizioni femminili. Ora l’università è in stato di accusa.

    • Relativismo pericoloso

    Se la Consulta dice "nì" alla "doppia madre" è tirannia

    • 30-10-2020

    Due donne fanno la fecondazione e chiedono a un tribunale di essere riconosciute entrambe come madri "partorienti". I giudici si rivolgono alla Corte Costituzionale che rimanda il tutto al Parlamento.

    • Ddl Zan

    Ddl Zan: aggiunta la discriminazione ai disabili

    • 29-10-2020

    L’on. Zan fa sapere di voler «estendere le previsioni degli articoli 604 bis e ter del codice penale anche ai delitti commessi per ragioni legate alla disabilità della vittima».

    • Ddl Zan

    Riecco il Ddl Zan, un pericolo per famiglie e insegnanti

    • 29-10-2020

    Ripreso l’iter del Ddl Zan alla Camera. Una nota del Centro Studi Livatino e dell’associazione Non si tocca la famiglia evidenzia le minacce per la libertà di educazione dei genitori e quella di insegnamento.

    • Venezuela

    Dopo il Papa, Maduro chiede legge su "nozze" gay

    • 28-10-2020

    Dopo le parole del Papa che hanno aperto alle unioni civili gay, il presidente del Venezuela Maduro ha dichiarato: “Lascerò il compito del matrimonio LGBT alla prossima Assemblea nazionale”.

    • Convegno

    Vendola e Fratelli tutti

    • 27-10-2020

    Strano convegno quello di oggi dal titolo Fratelli e sorelle tutti, in cui accanto al cardinale di Bologna e al direttore di Avvenire compare Nichi Vendola, attivista gay da sempre.

    • Bambole

    Barbie Elton John

    • 26-10-2020

    La Mattel lancia la Barbie Elton John, ossia una Barbie agghindata come l’icona gay della musica pop inglese. Il cantante si dice onorato di questa scelta della Mattel.

    • Quel che resta del docufilm

    Quel papa con le élite che non si china sulle famiglie

    • 26-10-2020

    La sconfortante immagine che ci consegna il docufilm "Francesco" è quella di un pastore attento ai capricci dei falsi discriminati gay, ma che dimentica le famiglie.

    • Liceo di Padova

    Per il preside niente Luca, ma solo Paola

    • 25-10-2020

    Lei è studentessa in un liceo di Padova e si candida per diventare rappresentante di istituto, ma come Luca. Correttamente il nome sui manifesti rimane quello femminile. Ne nasce uno scontro con il preside.

    • Reazioni alle parole del Papa

    I peggiori sono i traditori dei Family Day

    • 25-10-2020

    Dopo le affermazioni choc del Papa sulle unioni civili si è messo in moto l'esercito dei normalisti e dei giustificazionisti che gridano al complotto e alla manipolazione.

    • Le parole del Papa

    Verità senza più diritti, così cambia la dottrina, cari pompieri

    • 25-10-2020

    Molti cattolici dicono che la richiesta di papa Francesco di riconoscere giuridicamente le coppie omosessuali non intacca la dottrina. Molti di essi sono espressione autorevole del mondo pro life e pro family. Sono in prima fila dal Circo Massimo ad oggi, e anche da prima. Dobbiamo quindi aspettarci una prossima mobilitazione di quel mondo a favore dei diritti delle coppie omosessuali, oppure una sua spaccatura. Per questo è importante verificare se l’idea che il Papa non abbia intaccato la dottrina sia sostenibile o meno. A mio avviso non lo è.

    Facciamo una piccola esercitazione insieme. Esaminiamo la frase dimenticando che l’abbia detta il papa, vediamola nel suo significato letterale, senza effetti-alone di contorno: “Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente”.  Certamente qui non si dice che il racconto della creazione dell’uomo e della donna contenuto nel Genesi è sbagliato. Non si afferma che il settimo comandamento è da cancellare dal Decalogo. Non si sostiene che le parole di San Paolo contro la sodomia devono essere eliminate dal Canone. Non si dispone di togliere i paragrafi del Catechismo sull’omosessualità né di abrogare l’Istruzione della Dottrina della Fede del 2003. Non si dice nemmeno che la famiglia non è più da considerarsi fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. La frase in questione non afferma niente di tutto ciò. Ma è consentito, per questo motivo, considerarla estranea alla dottrina cattolica, che quindi non ne verrebbe toccata?

    Mi sembra di grande evidenza che non sia possibile farlo. La frase propone che l’autorità politica riconosca giuridicamente la coppia omosessuale e che ne garantisca i diritti, diritti non solo degli individui coinvolti ma della coppia, o degli individui in quanto coppia. Ciò significa che la relazione omosessuale è considerata un bene pubblico da disciplinarsi e tutelarsi da parte dell’autorità politica. Ora, presentare come un bene pubblico la relazione omosessuale è contrario alla dottrina perché implica considerarlo un bene, mentre la dottrina dice che non lo è. Non vedo come si possa negare una simile evidenza. Dicendo che l’omosessualità è un oggettivo disordine, la dottrina considera la relazione omosessuale come non ordinabile ad un fine buono, ossia come un male e non un bene. Il riconoscimento pubblico non rispetta questa dottrina e quindi chi chiede il riconoscimento pubblico chiede una cosa contraria alla dottrina, una cosa che per consentirla bisognerebbe rovesciare la dottrina. Per negare una dottrina non è necessario farlo direttamente ed espressamente, è sufficiente promuovere un’azione che si giustifica solo con la negazione di quella dottrina, e automaticamente quella dottrina viene negata. È un sillogismo: è bene riconoscere giuridicamente le coppie omosessuali, la dottrina cattolica non considera un bene le coppie omosessuali, la dottrina cattolica su questo punto è sbagliata.  

    La frase in questione non nega solo la dottrina sull’omosessualità, ma anche la dottrina del diritto e dell’autorità politica. I diritti della coppia omosessuale, o meglio degli individui in quanto membri di una relazione omosessuale, non esistono. Manca infatti il dovere che li fonda e li legittima. Il desiderio individuale non è mai fonte di legittimazione, esso infatti dà vita anche a delle violenze. Quanto all’autorità politica, essa non ha il potere di riconoscere dignità pubblica a relazioni che sono contrarie al bene comune, che è il fine legittimante la stessa autorità politica. Una cosa contraria al diritto naturale può essere tollerata ma non legittimata. Come si vede, la frase demolisce anche altri due aspetti non secondari della dottrina. Si pensi a cosa sarebbe ridotta la Dottrina sociale della Chiesa senza questi due principi.

    I sostenitori dell’idea che sto confutando potrebbero dire anche che la frase ammette sì l’unione civile tra persone omosessuali ma non la equipara alla famiglia naturale e non mette in discussione l’unicità e il primato di quest’ultima. Essa, quindi, non intaccherebbe la dottrina anche per questo motivo. Ma per giustificare le unioni civili non è sufficiente non equipararle alla famiglia naturale, bisogna vedere se siano giuste o meno in sé. E siccome non sono giuste rimangono inaccettabili anche se le si tiene distinte dalla famiglia naturale. In fondo anche la legge Cirinnà le ha tenute distinte, facendole discendere all’articolo 2 e non dal 29 o il 30 della Costituzione.

    Ammettiamo poi che io mi trovi a dialogare in un contesto pubblico con una persona omosessuale che mi chiede se debba mandare in parrocchia i tre figli suoi e del suo compagno. Questi figli sono o adottati o concepiti per inseminazione artificiale con sacrificio di embrioni umani, e loro, i figli, prodotti come delle cose e commercializzati tramite le banche del seme. I bambini sono anche senza la mamma. Se io nel video non pongo la questione di questa relazione profondamente ingiusta e discuto solo della presenza dei bambini in parrocchia, nego la dottrina. Accetto infatti di considerare normale una situazione di grave ingiustizia in sé e per gli effetti che provoca, normalità che per essere accettata richiede un rovesciamento radicale della dottrina. Anche questo è un modo evidente, anche se indiretto, per negare la dottrina.

    Uscendo ora dalla esercitazione: quella frase del papa e il suo colloquio con la coppia di omosessuali hanno chiaramente contraddetto la dottrina e stanno su questo spaccando la Chiesa. Comprendo l’azione dei pompieri. A nessuno fa piacere dire che il Papa sbaglia su questioni di dottrina. Non giustifico però, perché anche la verità ha i suoi diritti. A meno che non sia verità, per esempio, l’accettazione dell’adozione per coppie omosessuali espressa del vescovo Giovanni Ricchiuti (Pax Christi). In questo caso la verità non avrebbe più diritti perché non esisterebbe più. Ma finché esiste ha i suoi diritti, anche per il Papa.

    • La marcia cattogay

    Dopo il Papa, primi vescovi allo scoperto. Serve chiarezza

    • 25-10-2020

    Le parole di Papa Francesco sulle coppie gay stanno facendo uscire allo scoperto i primi vescovi: «Sì alle adozioni», dice il vescovo Ricchiuti. La Congregazione per la Dottrina della Fede deve intervenire.